La genesi dell’Associazione Albero della Vita. Chi è Jean Vanier

La storia dell’Associazione: estate 1996.

Il nostro presidente Marco Burdese (che all’epoca frequentava il seminario di Asti e attraversava un periodo familiare difficile), grazie alla mediazione di Padre Elia Citterio, passò un mese in Francia, presso la comunità dell’Arca.

Un nuovo modo di vivere che cambiò per sempre l’orizzonte di vita. Un mese incredibile che dà vita ai principi attuali dell’Associazione:

  • I deboli sono cuore e unità dei membri della comunità: i forti litigano per idee e potere, i deboli non hanno nulla da perdere,
  • ogni vita deve trovare nella comunità il suo percorso di crescita e sviluppo,
  • in ogni scelta si cerca di fare un bene superiore.

JEAN VANIER

Jean Vanier è dottore in filosofia, scrittore, leader morale e spirituale e fondatore di due importanti organizzazioni internazionali basate sulla comunità, “L’Arca” e “Fede e Luce”, dedicate alle persone con handicap.
Le 135 comunità de L’Arca in 33 paesi e le 1600 comunità di Fede e Luce in 80 paesi sono dei veri e propri centri di trasformazione umana.
Da oltre quattro decenni, egli in prima persona, all’interno o all’esterno di queste organizzazioni, è un fervente difensore delle persone povere e ferite in seno alla nostra società.
Proprio quando le organizzazioni che tutelano le persone con handicap mettono davanti a tutto le nozioni di tolleranza, di diritto e di integrazione, Jean Vanier formula un modo di pensare differente che pur basandosi su questi principi generali della società civile ci invita ad andare più lontano.
Ci invita a riconoscere i doni e i preziosi insegnamenti che ci offrono queste persone rifiutate dalla società quando sono adeguatamente sostenute e accolte.
Il carisma, gli scritti e le opere di Jean Vanier oltrepassano le frontiere religiose e culturali.
Egli è un teologo e un filosofo che pur facendo cose molto semplici nella vita vita di tutti i giorni riesce a trasmettere con profonda empatia una capacità universale di di fare del bene in un mondo estremamente complesso e culturalmente diversificato.

Infanzia e gioventù
Jean Vanier proviene da un eminente famiglia canadese: suo padre era un veterano decorato della Prima Guerra Mondiale, avvocato, diplomatico e Governatore Generale del Canada.
Jean nasce nel 1928 e riceve un’educazione di alto livello in lingua inglese e francese, prima in Canada e in seguito nel Regno Unito e in Francia, dove suo padre viene inviato come diplomatico.
Jean Vanier e la sua famiglia riescono a fuggire da Parigi qualche giorno prima dell’occupazione nazista. Durante la maggior parte della Seconda Guerra Mondiale, frequenta un’accademia navale britannica, in previsione di una carriera da ufficiale della Marina.

All’inizio del 1945, Jean Vanier visita Parigi, dove suo padre era ambasciatore del Canada; lo accompagna sua madre che si prende cura dei sopravissuti dei campi di concentramento. Questi uomini scarni, con i visi contorti dalla paura e dalla sofferenza, sono per lui il primo contatto impressionante e profondamente toccante con un’umanità ferita, un incontro che non dimenticherà mai più.
Poco dopo, all’età di diciassette anni mentre la Seconda Guerra Mondiale infuria ancora, si unisce alla Royal Navy e viene in seguito trasferito alla Marina canadese
Nel 1950, sentendo una forte vocazione spirituale a fare “qualcos’altro”, egli rinuncia alla sua carriera di ufficiale, tudia teologia e filosofia e completa un dottorato su Aristotele.
Dopo una breve e brillante carriera d’insegnamento all’Università di Toronto, Jean Vanier lascia il mondo accademico nel 1964 per proseguire la sua ricerca interiore e spirituale.