Kira Schmitz, da Dortmund alla vita comunitaria nell’astigiano grazie allo Sve

Il Servizio Volontario Europeo (SVE) è un’esperienza di volontariato internazionale di lungo periodo all’estero che consente ai giovani dai 17 ai 30 anni di vivere fino a 12 mesi all’estero prestando la propria opera in un’organizzazione no-profit. È un programma di volontariato internazionale finanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma Erasmus+ con l’obiettivo di migliorare le competenze dei giovani.

Lo SVE è  completamente gratuito per chi partecipa: la Commissione Europea infatti proibisce di chiedere quote di iscrizione o di partecipazione in qualunque forma ai volontari in partenza e tantomeno ai candidati per poter partecipare alle selezioni. Le spese di viaggio all’andata e al ritorno vengono rimborsate (è previsto un massimale a seconda della distanza) e vitto e alloggio sono coperti dal programma Erasmus+. Inoltre il volontario riceve un pocket money mensile per le piccole spese e ha diritto ad alcuni giorni di “ferie” oltre al riposo settimanale.

possibili temi dei progetti SVE e quindi le attività da svolgere spaziano da tutti i campi in cui sono attive le organizzazioni no-profit: dall’assistenza ai disabili, agli anziani o agli ammalati all’animazione con i bambini, gli adolescenti o i giovani, dall’educazione ambientale all’ecologia allo sviluppo sostenibile, dalla cultura alle arti, dalla musica al teatro, e a tanto altro ancora.       (fonteSito servizio volontario europeo)

Grazie a questo progetto, da qualche giorno casa Bosticco di San Damiano e Casa Martino di Sessant, hanno la possibilità di avere una nuova amica che farà interessanti esperienze con gli ospiti e le loro fragilità, per sei mesi.

Kira Schmitz, tedesca di Dortmund, ha solo 19 anni ma le idee chiare. Prima di prendere decisioni sul suo futuro universitario, desidera fare questa bella esperienza tramite lo SVE.

Alta, forte, determinata e sorridente segue la vita delle comunità e impara a rapportarsi con i più deboli, coltiva la terra con loro, segue le operatrici nelle varie incombenze e impara l’italiano con alcuni richiedenti asilo (conosce già bene inglese e francese).

Con il motto “imparare facendo” e l’educazione non formale, uno dei pilastri su cui si basa la costruzione del programma ERASMUS PLUS, Kira sarà disponibile per 35 ore settimanali.

Sicuramente un’esperienza a tutto campo nel sociale, nella vita comunitaria, agricoltura sociale, dove Kira entrerà a contatto con valori e persone diversissime tra loro, imparando una lingua con tante sfaccettature, data l’eterogeneità dei tanti ospiti e operatori. Vi terremo informati sui suoi (e i nostri) progressi.